Fixing oro e argento a Roma

argento & oroChi desidera vendere degli oggetti usati in oro o in argento, o semplicemente chi ha una certa curiosità per questo tipo di compravendite, può certamente trovare interessante approfondire il concetto di Fixing.

Come noto i metalli preziosi hanno un valore ufficiale al quale è sempre fondamentale fare riferimento, un valore che è dunque importante conoscere prima di concludere una vendita presso un esercizio autorizzato.
Verificare il valore ufficiale dell’oro e dell’argento è semplicissimo: premesso che ovviamente un buon compro oro dovrebbe esporre in modo nitido questi dati all’interno dei propri locali se intende dare un’immagine di trasparenza, i medesimi possono comunque essere verificati sul web, dal momento che in rete vi sono molti siti attendibili e costantemente aggiornati.
Ogni compro oro segue le proprie politiche commerciali, dunque trattiene delle quote differenti da ogni transazione, tuttavia tutti gli esercizi devono far riferimento anzitutto alla quotazione ufficiale dell’oro, rapportandola ovviamente alla “qualità” dell’oro presentato dal cliente, ovvero dai suoi carati, ed alla sua quantità, quindi al peso effettivo della materia prima.
La quotazione dell’oro non è stabile, ma è soggetta a variazioni nel corso del tempo, e la domanda viene spontanea: chi la determina? Chi stabilisce il valore di questa preziosa materia prima e dell’argento?

La risposta a questa diffusa domanda è proprio il Fixing, ovvero una pratica molto antica la quale coinvolge un ristretto numero di istituti bancari i quali fissano appunto il valore di questo metallo analizzando una serie di aspetti: sicuramente la quantità di domanda è un parametro importante, ma è verosimile immaginare che questi grossi gruppi bancari tengano molto ben in considerazione anche aspetti di natura socio-politica.
Il Fixing dell’oro viene effettuato due volte al giorno, esattamente alle 10:30 ed alle 15:30, quindi la quotazione di questo metallo varia due volte al dì.
Come si accennava questa pratica ha origini antichissime: il Fixing nacque nel Regno Unito, e in principio erano alcune importanti famiglie della nazione a stabilire quale fosse il valore di questo bene.

Oggi, come detto, il Fixing è eseguito da alcuni colossi bancari, ma dal punto di vista tecnico non è da considerarsi particolarmente diverso rispetto a quello degli albori.
Le banche che determinano il valore dell’oro detengono dunque un grande potere, e allo stesso tempo anche una notevole responsabilità, ma quali sono gli istituti coinvolti nel Fixing dell’oro?
Fino a poco tempo addietro le quotazioni dell’oro erano fissate da 5 grandi gruppi bancari, ovvero esattamente Barclays, Bank of Nova Scotia, Hsbc, Société Générale e Deutsche Bank, quest’ultimo istituto bancario tuttavia ha scelto di tirarsi fuori dalle operazioni di Fixing, e la notizia ovviamente ha destato molta curiosità.
Non è ben chiaro per quale ragione Deutsche Bank abbia scelto di rinunciare a questo prestigioso incarico di cui si è occupata per lungo tempo, e tal riguardo c’è chi ipotizza che la nota banca tedesca possa essersi in un certo senso intimorita a seguito delle colossali sanzioni che sono state comminate ad altre importanti realtà impegnate in un’altra tipologia di Fixing, ovvero quello dell’Euribor.
Al di là di questo, si sono ovviamente avanzate svariate ipotesi circa il quadro che si potrebbe andare a delineare: nell’immediato non si prevedono risvolti di rilevo, ma nel lungo periodo non sono da escludere delle novità.
Anzitutto, molti esperti hanno avanzato la possibilità che ai 4 istituti bancari attualmente coinvolti nell’effettuazione del Fixing si possa affiancare una banca cinese, dal momento che quella della Cina è, oggi, una delle economie più importanti del pianeta.
L’ipotesi in questione per il momento è stata accantonata, ma non sono affatto da escludere, in futuro, delle novità.
Relativamente ai possibili risvolti futuri del Fixing c’è anche chi ha ipotizzato l’eventualità che il valore dell’oro e dell’argento possa essere determinato in un modo del tutto differente, magari attraverso dei criteri più trasparenti e più facilmente comprensibili anche da parte di chi non ha particolari conoscenze relativamente a questo settore.

E se un diamante non fosse per sempre, come lo rivendo?

diamante_tipi_di_taglioI diamanti, come si dice in un famoso detto, sono i migliori amici delle donne. Ma cosa succede se queste pietre preziose di colore variabile fossero semplicemente un valore di cui ci si vuole sbarazzare? Sicuramente non è semplicissimo. Indispensabile, dunque, prepararsi adeguatamente alla vendita iniziando a conoscere più da vicino le caratteristiche del prodotto che si sta per mettere sul mercato. La prima considerazione riguarda il tipo di diamante di cui si è in possesso. Esistono, infatti, i diamanti da investimento e quelli incastonati. I primi sono sicuramente più semplici da vendere innanzitutto perché sono quotati in borsa e dotati di garanzia. Il prezzo dei diamanti è sempre più o meno costante nell’arco dell’anno e tende a salire man mano che gli anni trascorrono.
E’ stato redatto dal GIA (Gemological Institute of America) un apposito metodo per classificare i diamanti e determinarne, dunque, il valore. Si tratta del “metodo delle 4c“, indicante le 4 caratteristiche indispensabili per ogni diamante. Queste sono la purezza (clarity), il colore (color), il taglio (cut) e il peso in carati (carat weight). Occorre sicuramente analizzarle singolarmente.
Per quanto concerne la purezza, ne esistono 5 gradi, visto e considerato che i diamanti sono soggetti alla presenza di impurità che possono essere invisibili, visualizzabili solo con appositi strumenti professionali o visibili anche ad occhio nudo. Più un diamante è puro, più vale e, quindi, più alto è il prezzo.
I diamanti più puri con purezza di grado “IF” sono quelli più esclusivi e dai valori esorbitanti. Non a caso sono usati per la gioielleria di gamma elevatissima.
I diamanti con purezza di grado “VVS1 e VVS2” sono molto puri e presentano piccolissime impurità comunque difficili da osservare persino dagli esperti. Sono usati nell’alta gioielleria.
I diamanti di classe “VS1 e VS2” hanno una media purezza e piccole impurità visibili dagli esperti ma non ad occhio nudo. Sono usati per la media gioielleria.
La classe “SI1 e SI2” racchiude i diamanti dalla bassa purezza, ovvero i gioielli di bassa qualità con impurità che spesso si vedono anche senza lente.
I diamanti più scarsi sono quelli appartenenti all’ultima classe, “P1, P2 e P3”. Sono molto economici e le loro impurità si vedono benissimo ad occhio nudo.
Per verificare la purezza di un diamante basta un monocolo da 10X.
I diamanti sono pietre preziose di colore differente. Anche per i colori esiste una scala che permette la valutazione dei preziosi che parte dalla lettera D (la più pregiata) per arrivare alla Z.
La colorazione più costosa è la D (bianco eccezionale superiore) che viene utilizzata per la costruzione di gioielli unici. E’ rarissima al punto che molte gioiellerie non hanno mai commercializzato diamanti appartenenti a questa classe. Anche la classe E (bianco eccezionale) viene impiegata nell’alta gioielleria, così come la F (bianco extra superiore) benché mano mano il valore vada ad abbassarsi. Per i gioielli di valore medio alto si utilizzano diamanti di classe G (bianco extra). La gioielleria commerciale usa diamanti di classe H (bianco) e quella più economica, invece, i diamanti di classe I (bianco leggermente sfumato). Attenzione ai diamanti “francy color”, pietre preziose di colore vario che sono diamanti colorati mediante alterazione della propria struttura interna.
Il taglio dei diamanti è un’altra caratteristica importante. Vi sono diverse forme ma la più classica è quella rotonda con simmetria a 8. Si considerano, in particolare, due variabili, brillantezza e proporzioni.
Il peso è la quarta caratteristica indispensabile per stabilire il valore di un diamante. L’unità di misura è il carato, abbreviato come “ct” e da non confondere con il carato dell’oro (k).
Un carato equivale a 200 mg e subisce una suddivisione interna fino al millesimo. In alternativa, i singoli carati si possono dividere in grani, unità di misura con cui si esprime il peso delle perle.
I prezzi dei diamanti sono soggetti ad una tabella internazionale (Rapaport) in cui i preziosi sono suddivisi in base alla loro dimensione e alla qualità. Interessante notare come tra una fascia e l’altra vi possano essere notevolissime differenze di prezzo (anche di migliaia di euro per un solo carato di differenza).
In definitiva, comunque, un gemmologo di fiducia è la figura professionale ideale per stabilire il valore effettivo dei diamanti e per aiutare chi intende vendere a farlo nella maniera più corretta.

Oro 24 carati è sempre un buon investimento

OroEliteL’oro 24 carati si caratterizza per il fatto di avere una quotazione unica e valida per tutti i Paesi del mondo. Si tratta del principale bene rifugio nel settore degli investimenti da secoli e il suo valore è volatile nel breve periodo e molto stabile invece nel medio e lungo periodo. Di conseguenza permette di ottenere buoni profitti anche in poco tempo e si mette al sicuro il proprio patrimonio da crisi economiche e finanziarie. La quotazione dell’oro 24 carati viene fissata due volte al giorno dalla Borsa di Londra e quindi questo valore viene applicato su tutti i mercati internazionali. Fino al 2014 il valore del metallo aureo da investimento era determinato dal cosiddetto Club of Five, cioè dai cinque più importanti commercianti e investitori nel settore: tra questi c’erano la Banca Macatta di Scozia, la tedesca Deutschen Bank e la Société General di Parigi. Invece da metà 2014 la valutazione dell’oro da investimento fu affidata a una particolare associazione londinese del settore riconosciuta a livello internazionale.

Una diversa quotazione riguarda il cosiddetto oro 18 carati, cioè le leghe impiegate nel settore della gioielleria e dell’oreficeria. In questo caso le compravendite riguardanti l’oro usato sotto forma di gioielli e di oggetti preziosi vari hanno come riferimento valori completamente differenti. Infatti l’oro 24 carati è troppo duttile per poter mantenere la propria forma a lungo nel corso del tempo: di conseguenza diventa fondamentale abbinare l’oro ai cosiddetti metalli leganti, così da poterne aumentare la resistenza. Questa soluzione ha come effetto collaterale il fatto di diminuire il valore del metallo in quanto si sottrae dal prezzo dell’oro puro una percentuale variabile del 30-35%. Si parla di percentuali variabili perché ogni negozio di compro oro applica una politica di prezzi diversa a seconda del guadagno che si vuole ottenere da ogni singola transazione commerciale. Per questo motivo è importante valutare attentamente l’oro quotazione dei vari compro oro così da ottenere la valutazione migliore nel momento in cui si decide di monetizzare il proprio oro vecchio.
Riuscire a spuntare la quotazione migliore vuol dire seguire l’andamento del mercato dell’oro e vendere quando il metallo prezioso è in crescita in Borsa. Al tempo stesso è necessario comparare tra loro i prezzi offerti dai numerosi esercizi commerciali della propria zona, preferendo quelli iscritti all’Albo degli Operatori Professionali in Oro e/o quelli affiliati ai grandi brand. Inoltre bisogna pesare personalmente gli oggetti d’oro prima di recarsi fisicamente in negozio: infatti la valutazione del metallo aureo avviene a peso e quindi risulta molto utile avere un termine di paragone per la pesatura fatta dall’esercente o dal commesso. Infine risulta un metodo molto pratico per sapere quanto si può ricavare dalla vendita del proprio oro vecchio.
Bisogna tenere a mente che i negozi che sono Operatori Professionali in Oro consentono anche di acquistare l’oro da investimento 24 carati sotto forma di lingotti, placchette di almeno un grammo e monete. Infatti per legge sono autorizzati a trattare questa tipologia di metallo prezioso in quanto soddisfano determinati requisiti e garantiscono una grande affidabilità. Investire in oro puro è sempre un ottimo investimento perché questo metallo rimane molto più stabile rispetto alle obbligazioni e alle azioni: per questo è sempre stato considerato un bene rifugio e viene preferito dagli investitori in momenti di crisi economica oppure di incertezza valutaria e finanziaria.
Al tempo stesso è necessario ricordare come i lingotti e le monete abbiano un titolo maggiore dei prodotti di oreficeria e gioielleria, anche se di pregio. Inoltre per rivendere questi prodotti bisogna rivolgersi a compro oro specializzati in gioielli perchè si valuta sia il metallo prezioso che le gemme incastonate: così l’iter di vendita non è semplice come per l’oro da investimento propriamente detto (monete e lingotti). Infine per legge le compravendite di metallo aureo da investimento e assimilati sono esenti dall’IVA: si tratta di un notevole incentivo che rende il metallo ancora più apprezzato dagli investitori.

Negozi compro oro a roma quale scegliere

prestitiLa vendita degli oggetti d’oro che si hanno in casa oppure dei propri gioielli è una soluzione scelta da un numero sempre più grande di persone per far fronte a spese inusuali oppure per avere a disposizione dei contanti in più. Di conseguenza il numero degli esercizi commerciali che acquistano oro dai privati sta crescendo con il passare del tempo.

Proprio a causa dei tanti operatori presenti sul mercato è necessario considerare con grande attenzione l’onestà e l’affidabilità delle varie realtà commerciali: infatti si va dai negozi appena aperti a quelli con una storia consolidata alle spalle, da quelli seri a quelli che invece studiano vari accorgimenti per applicare quotazioni inferiori rispetto a quelle reclamizzate. Infine vi sono esercizi che possono mettere in atto delle vere e proprie truffe oppure comportamenti scorretti in base a quanto previsto per legge. Per questo motivo è necessario rivolgersi al compro oro che offre le migliori valutazioni, ma che risulti al tempo stesso anche il più affidabile: di conseguenza si devono valutare fattori diversi tra loro.
Per prima cosa si distingue tra oro puro (detto a 24 carati) e oro 18 carati: quest’ultimo è detto anche oro 750, dato che su mille parti solo 750 sono di metallo giallo. Il restante 25% è composto da altri metalli come l’argento, il palladio, Il rame, il cobalto, oppure da rame e argento insieme in proporzioni variabili. La diversa composizione dà anche il colore finale del metallo: ad esempio se questo è composto da 750 millesimi di oro e da 250 di rame si parla di oro rosso. La creazione di una lega è indispensabile per la lavorazione dell’oro perché questo materiale è estremamente duttile e in caso contrario si usura facilmente.
L’oro 18 carati è usato abitualmente per le creazioni di oreficeria e per i gioielli: di conseguenza gli oggetti in metallo prezioso che si vendono sono formati da una delle tante leghe presenti sul mercato. Di conseguenza è bene tenere a mente che i preziosi vengono valutati in maniera diversa. Il prezzo dell’oro a cui si fa riferimento, infatti, è quello a 24 carati, fissato due volte al giorno dalla Borsa di Londra. Proprio per il fatto di essere considerato un bene rifugio, il metallo aureo viene quotato in Borsa e si comporta come un’azione: le sue quotazioni variano in un senso o nell’altro in base alla consistenza e al numero degli scambi e alla situzione geopolitica planetaria. In base al valore dell’oro puro (detto anche oro da investimento) si determina quello dell’oro 18 carati al momento di vendere i propri preziosi a un compro oro. Di conseguenza è fondamentale controllare l’andamento dell’oro borsistico, così da effettuare l’operazione commerciale quando il valore sta salendo oppure è stabile. Infatti maggiore è il valore dell’oro puro e più alto è l’importo che si ottiene dalla vendita.
Al tempo stesso bisogna tenere a mente che, essendo una lega, l’oro 18 carati viene valutato di meno rispetto a quello puro. In genere si deve sottrarre alla quotazione borsistica una percentuale che si aggira sul 30-35%: i valori sono diversi perchè si devono considerare i ricavi che l’esercente vuole ottenere. Ad esempio, se l’oro è quotato in borsa a 30 euro al grammo, un compro oro offre prezzi che vanno sui 18-20 euro al grammo. Capita a volte di vedere cartelloni oppure inserzioni pubblicitarie che reclamizzano quotazioni molto superiori, persino di 60 euro al grammo. Si tratta, però, di valori che non hanno alcuna attinenza con la realtà e che servono semplicemente per invogliare le persone a rivolgersi a quel particolare negozio. In realtà vengono aggiunte voci secondarie che vanno scendere notevolmente l’importo finale. Per questo motivo è necessario scegliere con grande attenzione il compro oro al quale vendere i propri gioielli e oggetti in metallo prezioso: uno sbaglio in tal senso provoca la perdita di una cifra più o meno consistente. Occorre quindi effettuare delle verifiche in precedenza.
Per prima cosa bisogna controllare i prezzi praticati dal negozio e quale sia la sua reputazione: è sufficiente effettuare una ricerca sul web. Gli esercizi commerciali migliori sono quelli dotati di un sito internet web con articoli, informazioni e contenuti rilevanti e/o di un blog. Quest’ultimo risulta molto importante perchè consente di verificare il valore dei contenuti, l’etica professionale dell’operatore, il modo in cui lavora, il livello di competenza e le opinioni degli utenti. Infatti venditori potenziali o persone che si sono rivolte in precedenza al compro oro possono descrivere la loro esperienza, esprimendo una valutazione positiva oppure negativa sul servizio offerto. Inoltre sono commentati anche i contenuti degli articoli, le informazioni e il comportamento stesso dell’esercente. Di conseguenza si può dire che il classico sito web presenta il compro oro, mentre il blog recensisce il suo effettivo operato.
Prima di rivolgersi a un compro oro è necessario verificare personalmente il peso complessivo degli oggetti preziosi che si vogliono vendere: infatti i metalli sono valutati a peso. Basta avere una bilancia con almeno due decimali per avere un valore preciso con cui confrontare la pesatura effettuata in negozio. Un elemento da tenere a mente nel caso dei gioielli è che bisogna valutare a parte le eventuali pietre preziose incastonate. Se è possibile rimuoverle facilmente, si ottiene una valutazione piena; in caso contrario spesso si ha un prezzo meno conveniente perchè più approssimativo. Arrivare in negozio preparato e con le informazioni giuste consente di poter gestire a proprio vantaggio la trattativa.
Si consiglia di diffidare degli esercizi commerciali che non espongono in vetrina oppure con un cartellone affisso all’esterno i prezzi praticati. Inoltre è possibile che vi siano piccole note che fanno capire come i valori indicati siano riferiti all’oro 24 carati oppure a quello 18 carati. Certe volte si parla invece di oro in permuta, cioè se si vende oro vecchio per acquistare un’altra quantità di metallo prezioso. Tuttavia, come già sottolineato, i prezzi proposti possono anche essere diversi da quelli applicati in realtà ed è qui che sta la serietà e l’affidabilità dell’esercizio commerciale. Al tempo stesso è molto importante che il compro oro abbia la bilancia a vista: i negozi con dispositivi nascosti oppure che non mostrano chiaramente il peso anche al venditore non sono affidabili, seri e trasparenti. In ogni caso si deve pretendere che la pesatura venga effettuata sotto i propri occhi, controllando che la bilancia non sia stata alterata così da far risultare un peso minore. Si tratta di una vera e propria truffa, che consente ai negozianti di pagare molto meno il metallo acquistato: ecco perchè è fondamentale pesare l’oro personalmente a casa prima di mettere in atto la transazione.
Una soluzione che viene messa in pratica abbastanza di frequente consiste nel vendere il proprio vecchio oro in un numero variabile di operazioni. Di conseguenza diventa importante trovare un compro oro di fiducia, che proponga prezzi convenienti, sia trasparente e onesto. In questo modo si sviluppa un rapporto continuativo nel tempo.
Sempre per quanto riguarda l’affidabilità e la serietà del compro oro bisogna tenere a mente che per legge l’esercente deve richiedere al venditore un documento di identità qualunque sia la quantità di metallo prezioso oggetto della compravendita: infatti la transazione deve essere sempre registrata. In caso contrario si commette un grave reato, denotando il fatto che l’esercizio commerciale in questione lavora in modo illecito oppure con molta superficialità.
In secondo luogo la transazione può essere fatta in contanti solo se il valore dell’oro venduto non supera i 2.999 euro: si tratta di una disposizione inserita dalle norme antiriciclaggio che obbliga a usare un assegno oppure il bonifico postale o bancario per cifre superiori. Nel caso venga proposto il pagamento in contanti anche per importi superiori, si deve immediatamente interrompere la compravendita. Inoltre al termine dell’operazione l’esercente deve consegnare alla persona che ha venduto l’oro una copia dell’attestato di vendita. In questo documento sono indicati i dati dei due soggetti coinvolti nella transazione, la quantità d’oro venduta, la quotazione applicata, la cifra corrisposta al venditore e l’importo che va sotto il nome di spese aggiuntive.

Argento puro e lavorato

vassoio argentoIl secondo dei sette tesori del Buddismo è l’argento e rappresenta la virtù.
Metallo prezioso con simbolo Ag, dal latino argentum, è bianco, lucido, tenero. Ottimo conduttore di calore e di elettricità, ancora più del rame che però viene preferito perché meno costoso. Si ossida a contatto con l’ozono. In natura si trova sia allo stato puro che come minerale.
L’argento ha una ampia varietà di utilizzo: in elettronica, in fotografia, per produrre specchi, in odontoiatria, e in molti altri campi. Monete sono state coniate in argento a partire dall’VIII secolo a.C.. L’argenteria è una branca dell’oreficeria che produce particolari manufatti quali cornici, posate, vassoi, vasi e quant’altro possa essere fabbricato con una lega di argento e rame chiamata sterling silver. Ma non mancano gli oggetti prodotti in argento massiccio.
I gioielli in argento non passano mai di moda. Un esempio fra tanti: bellissimi monili, in particolare spille, sono stati realizzati nel periodo Liberty che comprende i decenni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.
Ma come capire se il gioiello che stiamo ammirando è veramente di argento? Ogni Paese ha una normativa legale che impone di marchiare in un determinato modo gli oggetti d’argento.
Per quanto riguarda l’Italia prima dell’Unità ogni Stato sovrano adottava i propri marchi. Una legge del 1872 volle rendere uniforme la situazione e introdusse una punzonatura, facoltativa, che mostrava una testa di donna turrita e completata da un numero alla base. Il numero 1 indicava argento con titolo 950, inteso come parti su 1000. Il numero 2 il titolo 900 ed il 3 il titolo 800. Nell’epoca fascista le punzonature per l’argento cambiarono nuovamente. Il titolo, espresso sempre con un numero, era racchiuso dentro un ovale. Un secondo punzone riportava il numero dell’argentiere e la provincia di produzione, questi due dati erano separati da un fascio littorio e inseriti all’interno di una losanga tronca. Finita la guerra venne eliminato il fascio. Ma non è finita, una ventina d’anni più tardi, nel 1968, la losanga si trasforma in un esagono allungato e viene aggiunta una stella come simbolo della Repubblica. Se l’oggetto non è d’argento ma solo ricoperto con questo materiale deve essere usato un altro punzone che riporta una R inserita in un quadrato che serve a indicare che l’interno dell’oggetto è “riempito” con un altro materiale. Occorre comunque specificare quanto argento, in grammi, è presente ed ecco quindi un numero esterno al quadrato che specifica tale quantità. Se poi l’argentiere lo desidera può aggiungere il proprio punzone.
Un oggetto senza numeri, ovali o quadrati, ma con inciso un leone passante verso sinistra non è falso ma prodotto in Inghilterra.
I lingotti d’argento hanno una punzonatura che riporta il numero 999/1000. Questo indica che l’argento presente è quasi puro, in quanto sono presenti 999 parti su 1000, per esempio se il lingotto pesa un chilogrammo possiamo essere sicuri che 999 di questi grammi sono di argento.
È quindi semplice capire la differenza che esiste tra l’argento con titolo 925/000 e quello 800/000. È utile ricordare che la percentuale di lega non d’argento è quasi sempre di rame.
Per essere comunque sicuri di non cadere in equivoci è bene rivolgersi ad un compro oro che saprà risolvere con professionalità e gentilezza qualsiasi dubbio.

Prezzo dell’oro come varia il fixing

oro grezzoIl prezzo dell’oro è un valore fluttuante che varia secondo le condizioni di domanda e offerta del mercato. Esso, dal 1919 viene fissato due volte al giorno presso la Borsa di Londra. Alle 10,30 e alle 15,00 viene ufficializzato il prezzo, detto Fixing dell’oro. Il procedimento di fissazione segue un particolare rituale che inizia col dare un valore il più vicino possibile al prezzo corrente del metallo prezioso fino a quel momento. Le variabili in gioco, innanzitutto, sono domanda e offerta. I soggetti coinvolti fino al 2014 erano cinque importanti banche (Bank of Nova Scotia Mocatta, Barclays Bank, Deutsche Bank, HSBC Bank USA e Société générale). Questi enti erano quelli autorizzati a fissare il prezzo dell’oro fisico. Dal novembre del 2014 il Fixing è stato affidato all’IBA, Ice Benchmark Administration. La valutazione viene effettuata in modo standard: tramite il rapporto dollari per oncia. In Italia, la valutazione viene indicata in euro per grammo.

Le origini dell’oro, visto come metallo prezioso, risalgono ad epoche molto lontane. Già nella Preistoria venivano lavorati artigianalmente monili che adornavano gli uomini primitivi come testimoniato da graffiti e ritrovamenti. Nel corso dei millenni successivi, esso fu utilizzato come base per la valuta e per coniare monete. Si creava, così, quello che oggi chiamiamo sistema Gold Standard. Una svolta importante si ebbe con la scoperta delle Americhe. Molte popolazioni indigene indossavano monili d’oro che lasciavano presagire grosse riserve d’oro nelle miniere. I colonizzatori, quindi, cominciarono a sfruttare queste risorse per ottenere oro in abbondanza. La ricerca dell’oro esplose nell’Ottocento, quando gli europei iniziarono una vera e propria corsa verso nuovi territori, come ad esempio, Colorado e California. Visto l’enorme interesse verso il metallo, nacque l’esigenza per gli Stati di darne una regolamentazione. Il valore della moneta degli Stati dipendeva dalle riserve d’oro possedute. In tal modo, governo e banche cercarono di controllare il prezzo dell’oro. Nel 1789, gli Stati Uniti fissarono il prezzo a 20,67 $/ozt. Ozt sta ad indicare l’oncia troy, ovvero, un’unità di misura del sistema imperiale britannico. Essa si riferisce alla massa di metalli preziosi, gemme e polvere da sparo ed è utilizzata per stabilire il prezzo di questi elementi sul mercato internazionale. Nel secolo scorso, però divenne sempre più arduo stabilire il prezzo dell’oro. Eventi bellici, economici e sociali cominciarono ad influire sulle oscillazione del mercato.

Fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui meccanismo del Fixing dell’oro ruota attorno ad una serie di valutazioni: la domanda e l’offerta. L’obbiettivo è quello di arrivare ad un prezzo di equilibrio. Innanzitutto, i soggetti autorizzati agiscono per conto proprio e per quello dei loro clienti che richiedono l’acquisto di oro ad un determinato prezzo. Quindi, vengono raggruppati tutti gli ordini di acquisto per avere una visione globale. Il presidente, quindi, all’ora prestabilita fisserà un prezzo orientativo. Le banche, quindi, dichiarano quanto oro possono acquistare e vendere. Se le quantità sono bilanciate, allora, il Fixing sarà pubblicato. Purtroppo molto spesso accade che non si arriva subito ad un equilibrio. In tal caso è necessario un aggiustamento, verso l’alto o verso il basso, in funzione del numero dei compratori.

L’aggiustamento verso l’alto avviene nel momento in cui siano presenti molti compratori. La richiesta, quindi, è tanta da portare ad alzare il prezzo. Lo scenario presenterà una riduzione della domanda. Verranno, al contempo, rivalutate le proposte di vendita superiori come conseguenza della riduzione della domanda.

L’aggiustamento verso il basso, al contrario, tenderà ad aumentare la domanda. Questo come conseguenza della riduzione del prezzo che farà rientrare ordini con offerte minime di acquisto. Gli ordini di vendita con esigenze di prezzo alto verranno esclusi.

Questo processo di aggiustamento può durare da 10 a 15 minuti. Un episodio storico di aggiustamento si verificò nel 1987. La durata dell’operazione arrivò a mezz’ora. Comunque, una volta stabilito il Fixing dell’oro, viene data notizia al mondo tramite media.

Banco metalli, produzione oro investimento

vaso oroIl Banco metalli, è una società affidabile ed onorata che opera nel campo della compravendita metalli preziosi.

Il termine Banco metalli sta diventando sempre più familiare e, nonostante queste società fossero presenti anche in passato, solo oggi hanno acquistato valore a livello nazionale.
Questa istituzione è una vera e propria azienda che si occupa della compravendita di oro, argento, palladio e metalli preziosi in genere ed è regolata da normative precise dettate dalla Banca d’Italia, che l’autorizza al commercio di preziosi.
Gli addetti sono riconosciuti come Operatori professionali in oro e sono elevatamente competenti nel settore, tanto da poter interagire non solo con i piccoli investitori ma anche con altri professionisti del settore quali gioiellieri, banche o orafi.
L’istituto ha il compito di acquistare preziosi usati, di fonderli e ripristinarli sotto forma di lingotti di varia pezzatura, monete o placchette, che a loro volta, verranno acquistati da coloro che hanno intenzione di investire.
Per ricevere l’autorizzazione dalla Banca d’Italia, bisogna essere in possesso di specifici requisiti che vediamo nel dettaglio:

-la società deve disporre di un capitale iniziale che non sia minore di 120.000 euro.

-la sua forma giuridica deve rientrare tra le ‘Spa, sapa, Srl, Società cooperative’.

-l’oggetto sociale deve indicare categoricamente la voce ‘commercio oro

-gli operatori e tutti coloro che collaboreranno con la società, devono avere requisiti di onorabilità deducibili dal casellario giudiziario.

La legge in vigore nel nostro paese, come recita il secondo comma ‘dell’art. 5 del D.Lgs. 114/98’, vieta il divieto di svolgere qualsiasi attività commerciale se ci si trova in presenza di cause ostative.
La società, inoltre, deve adempiere ad alcuni imprescindibili obblighi, in primis, quello di dichiarare ogni operazione che viene compiuta e che deve essere documentata con della modulistica specifica.
Si tratta di una vera e propria certificazione che prevede l’inserimento di informazioni dettagliate come il nome del compratore, la data in cui viene effettuata la compravendita, il quantitativo ed il valore del metallo prezioso alienato o acquistato.
Al contrario, esistono altre operazioni che non necessitano di dichiarazioni come quelle che riguardano le esportazioni o le importazioni temporanee all’estero, purché provviste di certificazione che attestino la provvisorietà dell’operazione, oppure, il trasferimento dei preziosi in conto deposito.
Grazie a queste società ampiamente diffuse su tutto il territorio nazionale, i cittadini hanno la possibilità di essere sempre aggiornati sulle nuove opportunità di investimento.
La differenza tra questa società ed un compro oro, sta nel fatto che essa acquista i prodotti, li fonde e poi li immette sul mercato sotto forma di oro da investimento, cosa che non è permessa agli operatori dei compro oro.

Sono numerosi i cittadini che usufruiscono di un servizio così qualificato per investire e cercare di far fruttare il proprio denaro.
Fino a qualche anno fa, si cercava di monetizzare alienando i propri beni immobiliari ma oggi il mercato è fortemente cambiato e gli investimenti si focalizzano nell’ambito dei metalli preziosi.
L’oro, negli ultimi tempi, sta toccando il massimo della valutazione storica ed i cittadini sono consapevoli di poter usufruire di un’istituzione che offre la possibilità di guadagnare acquistando monete o lingotti, per rivenderli al momento opportuno.
Il punto di forza di questo servizio, consiste nel fatto che le transazioni possono avvenire comodamente da casa, infatti, ogni società che si rispetti è provvista di un valido sito pensato e strutturato per semplificare al massimo tutte le operazioni.
Le foto presenti sono corredate da una vasta serie di dettagliate delucidazioni e basta registrarsi, aggiungere al carrello il prodotto che interessa e acquistarlo con bonifico bancario.
In brevissimo tempo, il committente riceverà al proprio domicilio il prodotto commissionato, tramite un furgone antitaccheggio.
Naturalmente, è possibile effettuare queste operazioni anche di persona, se si desidera verificare l’operato dei professionisti ed avvalersi dei loro preziosi consigli.
L’oro è per eccellenza un bene di rifugio e sta diventando una delle forme di investimento privilegiate dai cittadini che desiderano mettere al riparo i loro risparmi.
Con un’istutuzione così chiara e trasparente, gli utenti sanno di potersi affidare ad una realtà che si distingue per i servizi professionali e dettati dall’esperienza.
Recarsi presso queste società autorizzate è sinonimo di affidabilità, perché molte volte, dietro quotazioni troppo elevate si nascondono servizi poco corretti.

Acquisto diamanti certificati

anello oroMolti le acquistano per il puro piacere di indossarle specialmente in occasioni o eventi importanti, altri le scelgono oculatamente per un uso speculativo pensando di rivenderle al momento giusto e ricavare ottimi guadagni: si tratta delle pietre preziose che nel corso dei secoli non hanno mai perso il loro indiscutibile fascino.

La richiesta dei mercati in continua ascesa e le disponibilità di molte gemme che, con il passare degli anni sono diventate sempre più rare, hanno determinato un innalzamento dei prezzi tanto che, alcune di esse, rappresentano il bene di lusso più affidabile degli ultimi anni

soprattutto se si tratta di esemplari unici, realizzati da un brand famoso.

Per quanto riguarda i diamanti non è facile acquistarli con la certezza di aver fatto un buon affare se non si è veri intenditori.

E’ importantissimo, quindi, rivolgersi ad un rivenditore onesto e competente per evitare di essere raggirati e pagare un prezzo molto più alto del reale valore di mercato.

Presso siti specializzati di “vendo gioielli online” è possibile acquistare diamanti usati come nuovi, scontati anche del 40-50%.

Anche in caso di dismissione, i migliori Compro Oro garantiscono una buona valutazione di diamanti ed offrono un ottimo servizio di “compro gioielli usati” che consente di ottenere condizioni vantaggiose ed immediata liquidità. I diamanti sono classificati secondo il Rapaport, una scala di valori che ne determina il pregio e il costo, prendendo in considerazione 4 fattori fondamentali che in inglese iniziano tutti con la lettera “c”: colour, clarity, cut e carat parametri, questi, validi anche per altre gemme preziose come il rubino, lo smeraldo e lo zaffiro.

Per quanto riguarda il colore, un diamante di buona qualità si riconosce dalla trasparenza e dal fatto che sia privo di inclusioni (tracce di minerali, micro fratture), talvolta invisibili ma che non sfuggono all’occhio esperto di un professionista.

Anche la purezza e il taglio non devono evidenziare difetti e, in base a questi fattori, un diamante può essere definito very good, good o poor: quest’ultimo caso riguarda pietre di modesto valore o di scarsa qualità.

Non deve trarre in inganno il peso, valutato in carati: è necessario considerare che 1 carato corrisponde a 0,2 grammi e 1 punto di carato equivale ad 1/100 di carato.

Ma ciò che garantisce l’autenticità e la provenienza del diamante, aumentandone il valore, è l’expertise: si tratta di una perizia, firmata da un gemmologo qualificato, che contiene tutti i dati della pietra analizzata e certificata.

Gli Istituti più accreditati a rilasciare questo documento così importante sono noti con le siglie HRD e IGI (entrambi con sede ad Anversa, in Belgio, considerata la “capitale internazionale dei diamanti”) oppure

il Gemological Institute of America (GIA) di Los Angeles.

Tutti sanno che il diamante, oltre ad essere un cristallo che assorbe la luce naturale rilasciando i colori dell’arcobaleno, non si scalfisce facilmente perchè è la pietra più dura esistente in natura.

Per queste sue peculiarità è diventato simbolo “dell’amore eterno” e quindi il dono perfetto per suggellare un legame felice e duraturo o per indicare che si è pronti ad impegnarsi sentimentalmente.

Anche per il rubino, considerata la seconda pietra più preziosa dopo il diamante, conoscere il significato può essere di grande aiuto per un acquisto più giusto e consapevole.

Le nuances molto belle virano dal rosa intenso al prugna e cambiano ogni volta che la pietra viene ruotata. Di eccellente qualità i rubini color “sangue di piccione”, soprattutto quelli birmani.

Simbolo di “vitalità e di amore ardente”, è la gemma più indicata per festeggiare l’arrivo di un bebè o per dichiarare la propria passione.

A differenza del diamante, lo smeraldo dimostra la sua autenticità se la pietra presenta fratture ed inclusioni.

Più il colore verde è intenso, maggiore è la qualità, specie se di provenienza colombiana. Legato alla “saggezza”, lo smeraldo è il dono perfetto per una donna virtuosa ma anche un po’ superstiziosa perchè sembra che protegga da negatività e sortilegi.

Brillanti e richiestissimi, gli zaffiri sono generalmente associati al colore azzurro-blu ma ne esistono tante altre varietà cromatiche (rosa, verde, giallo).

Simbolo della “pace interiore”, lo zaffiro è molto apprezzato da chi è particolarmente sensibile ai valori spirituali e guarda con distacco ai beni materiali.

Prima di acquistare un diamante o un’altra pietra preziosa, è fondamentale chiedere il parere di un esperto e verificare che sia allegato il certificato di autenticità, questo dev’essere correlato anche in caso di “gioielli personalizzati” e realizzati su misura.

Perchè scegliere il banco metalli

oro usatoCompro oro.
Così recitano nella loro pubblicità tanti siti internet specializzati nella compravendita di oro e metalli preziosi, esattamente nello stesso modo dei tanti negozi sorti come funghi, durante gli anni della crisi, nelle strade delle nostre città.
Studiando con attenzione questi che si definiscono operatori professionali in Oro, si trova con una certa frequenza la definizione di Banco Metalli.
Ma cos’è realmente un Banco Metalli?
Di quali requisiti si deve essere in possesso per essere autorizzati a praticare quest’attività?
Conviene al privato rivolgersi ad un banco metalli o, piuttosto, è meglio continuare a rivolgersi al tradizionale compro oro?

I cosiddetti Banco Metalli sono società di capitale, dalla SPA alla SRL, autorizzate dalla Banca d’Italia a effettuare la compravendita all’ingrosso di metalli preziosi, destinati alla fusione e alla rivendita al dettaglio.
I metalli tipicamente trattati dai banchi metalli sono principalmente oro e argento, ma vengono trattati anche platino e palladio e, non di rado, orologi di marca, gioielli, monete e pietre preziose finiscono per rientrare nell’orbita operativa di questi operatori professionali.
Sulla base della legge n.7 del 17/01/2000 le società che operano come banco metalli possono commerciare molti tipi di metalli preziosi, compresi quelli ad uso odontoiatrico.
Un privato intenzionato a vendere oro potrà farlo esclusivamente tramite intermediari abilitati, gli orafi, oppure tramite banco metalli.
Una società di capitali per svolgere l’attività di banco metalli deve essere iscritta all’elenco degli operatori in oro ed autorizzata dalla banca d’Italia ad esercitare il commercio di oro.
L’autorizzazione a commerciare in oro viene concessa a società di capitali con un capitale sociale interamente versato di 120 mila euro, cioè non inferiore al minimo previsto per le società per azioni.
I partecipanti al capitale sociale devono possedere i requisiti di onorabilità previsti dal comma 2 dell’articolo 16 e dagli articoli 108 e 109 del testo unico delle leggi che regolano la materia bancaria e creditizia.
Gli stessi requisiti devono essere posseduti da tutti i dipendenti con funzione di direzione tecnica e commerciale.

La principale differenza che esiste tra banco metalli e compro oro sta nella possibilità per il primo di offrire i propri servizi agli operatori di settore oltre che ai privati cittadini.
Inoltre il banco metalli fonde e raffina il materiale acquistato per rivenderlo a banche o fonderie mentre un compro oro, generalmente, compra da privati oggetti d’oro o d’argento usati per poi rivenderli ad altri privati.
Il banco metalli può anche commerciare in oro da investimento.
Sono considerati oro da investimento monete o lingotti che al loro interno contengano ora in percentuale almeno del 92%.
Le monete da investimento sono generalmente cosa diverse da quelle da collezione sul cui valore influiscono fattori quali la rarità, il conio, lo stato di conservazione e altri rispetto al semplice contenuto in oro.

Per tutte le operazioni in oro gli operatori autorizzati devono compilare, attraverso un apposito software, le dichiarazioni previste dal provvedimento del 14 luglio 2000 emanato dall’Ufficio Italiano dei Cambi e dalla già citata legge 7 del 17 gennaio 2000, emanata in ottemperanza alla direttiva 98/80/CE del consiglio europeo del 17/10/1998.

Generalmente i soggetti che operano oggi sul mercato, dovendo ottemperare ai requisiti richiesti dalla banca d’Italia sono tutti affidabili e la scena è dominata dai grandi banco metalli che, operando su scala nazionale e internazionale, riescono a movimentare quantità notevoli di metalli preziosi e a offrire ai propri clienti servizi effettivamente molto vantaggiosi.
I banco metalli possono trattare sia l’oro da investimento, nel cui ambito rientrano lingotti, monete e placche dotati di un’alta percentuale di contenuto in oro puro, che quello industriale.
I banco metalli possono, quindi, fornire ai propri clienti tutti i servizi tipici del compro oro tradizionale oltre alla loro attività principale di raccolta di metalli preziosi da destinare alla fusione.

Vendere ad un banco metalli permette, di solito, di ottenere valutazioni più alte rispetto a quelle del compro oro e anche per l’acquisto di oggetti come monete, ornamenti e lingotti è possibile ottenere prezzi più vantaggiosi rispetto al compro oro.
Le società che praticano l’attività di banco metalli, sono generalmente grandi aziende operanti su vasta scala a livello nazionale e, spesso, anche internazionale.
Quindi, contrariamente ai piccoli compro oro locali, riescono a movimentare grandi quantità di merce potendosi quindi permettere di erodere leggermente il loro margine di guadagno ed essere più competitivi sul mercato, offrendo tariffe e costi minori rispetto al piccolo operatore locale.

L’oro un metallo antico e prezioso

oro pagliuzzeL’oro è uno dei primi metalli ad essere stato lavorato dall’uomo, attratto dalla sua duttilità e dalla particolare lucentezza metallica. L’oro allo stato naturale non è mai puro e sono sempre presenti parti d’argento e basse percentuali di rame. L’alligazione intenzionale di altri metalli, quali argento e rame, è documentata già dal II millennio a.C., sempre per ragioni di ordine estetico e pratico, tra cui la necessità di abbassare il punto di fusione (1064°) e rendere il prodotto finale più resistente.

A livello cromatico occorre considerare che l’aggiunta di argento rende la lega più bianca, mentre il rame la fa tendere al rosso ed è possibile, in relazione alla percentuale di metallo usato, ottenere diverse tonalità. In Egitto, per esempio, nell’epoca del Nuovo Regno erano diffusi manufatti d’oro con un tenore di rame altissimo, spesso in proporzioni quasi identiche all’oro. Intorno alla metà del III millennio a.C. le tecniche orafe facevano già utilizzo di fili ritorti per scopi ornamentali, mentre nel II millennio a.C. tale tecnica venne perfezionata e si rivolse alla produzione di fili perlinati. Esempi di perlinatura si ritrovano in Anatolia, nell’Egitto del Nuovo Regno e nella Cipro micenea, ma la più ampia applicazione è documentata nella Grecia classica ed ellenistica, nonché in epoca romana.

Anche le tecniche di saldatura e fusione vennero perfezionate ed abilmente gestite dagli artigiani greci. Oltre alla produzione di fili, l’oro colato permetteva la realizzazione di manufatti con la tecnica a cera persa. Tale metodo consiste nella preliminare realizzazione di un modello in cera, che viene poi incamiciato con dell’argilla e cotto in una fornace; la cottura dell’argilla determina lo scioglimento della cera, creando la cavità che verrà riempita dall’oro fuso. I fili e le lamine, invece, venivano prodotti per deformazione meccanica, utilizzando piastre scanalate (godronatura) o battendo le lamine su appositi incudini. La nota tecnica della filigrana è ugualmente molto antica e prevede la saldatura di sottili fili d’oro, anche ritorti, con il fine di creare motivi decorativi sulla preziosa superficie del manufatto. Un’altre tecnica diffusissima è la granulazione, ovvero una tecnica di lavorazione a sbalzo caratterizzata dalla saldatura di minute sfere su una base metallica. Le prime attestazioni di tale tecnica risalgono a III millennio a.C. nel Vicino Oriente, come per esempio il vago d’oro ad anello documentato nella necropoli reale di Ur, realizzato unendo sei sferette d’oro. Le superfici dei manufatti metallici possono essere lavorate anche tramite incisione e cesellatura. L’incisione prevede che l’artista scolpisca la superficie del manufatto, con strumenti taglienti o piccoli scalpelli affilati, con il fine di realizzare disegni complessi. La cesellatura, invece, presume l’utilizzo di un cesello, uno strumento opportunamente smussato per non forare il metallo, che non asporta materia ma imprime un solco per compressione quando viene martellato. Diversi motivi decorativi possono essere realizzati anche mediante la sapiente gestione del comportamento chimico del metalli, tra cui per esempio l’ossidazione di eventuali parti d’argento del manufatto. L’oro può essere utilizzato ugualmente per rivestire la superficie di un metallo meno prezioso (doratura) o per integrare superfici di materiale diverso, applicando fili sottili. Quest’ultima tecnica è denominata intarsio o damaschinatura, un termine che richiama la città araba di Damasco in cui l’intarsio, portato ad alti livelli dagli artigiani arabi durante il medioevo, ebbe una notevole fioritura. Un ultima fondamentale tecnica decorativa dell’oro è il niello, che consiste nel colmare delle cavità create dall’artigiano sulla superficie del manufatto con una sostanza nera, realizzata utilizzando uno o più solfuri metallici. Tale tecnica è simile a quella dello champlevè, con la differenza che quest’ultima è eseguita utilizzando uno smalto vetroso. In età classica il niello era composto con solfuro d’argento, che veniva collocato nelle apposite cavità sotto forma di polvere e reso plastico tramite l’apporto di calore, poi levigato.

L’artigianato dell’oro è oggi ancora vivo e la materia prima è messa in circolazione dai negozi compro oro, che acquistano vecchi manufatti rotti o inutilizzati. Il prezzo dell’oro al grammo, inoltre, è in continuo aumento è la vendita di vecchi manufatti in disuso non solo è utile al settore dell’artigianato orafo, ma potrebbe rivelarsi anche un’ottima fonte di guadagno per i venditori.